Un Paradosso

Questo video sta spopolando su YouTube. Ad ascoltarlo e guardarlo la sensazione di chi come me è abituato ad avere account su social network, ad ascoltare musica al condivisa ed addirittura a sprecare un’ora al giorno del suo preziosissimo tempo lavorando ad un blog, è quella di avere sbagliato tutto nella vita e soprattutto di dare in pessimo esempio ai propri figli.

Poi però chi è come me e per fortuna ha anche un cervello, si mette a riflettere su molte cose:

Intanto. Per mezzo di cosa ha potuto diffondersi questo video? Grazie ad un social network su cui si possono condividere video.

Secondo. Siamo così convinti che chi si chiude in casa e non trova stimoli per incontrare amici, vedere un cielo stellato o sentire il profumo del mare non avrebbe fatto le stesse scelte senza che i social network gli dessero una mano? Forse sarebbe stato meno facile. Tutto qua.

Il problema è di chi nasce e cresce con modelli di adulti smartphone dipendenti, ma allo stesso modo di chi è cresciuto con genitori teledipendenti. Il problema è di chi compra ai suoi figli app da usare su tablet anziché libri da sfogliare. O preferisce dotarlo di videogiochi anziché di gambe rinforzate dalla corsa e segnate da cicatrici. O preferisce farlo fare il pieno di film “portatili” anziché di vitamina d.

Come al solito la linea di confine è segnata dall’intelligenza e dalla consapevolezza delle persone.

Il digitale è un mezzo, non un fine e come tale deve essere considerato.

Sono qui al parco a scrivere il mio pensiero di oggi e per questi quindici minuti il cane sta al guinzaglio e mia figlia gioca sugli scivoli sorvegliata dal padre. Sono al sole. Ascolto rumori e sento profumi.

 

E sinceramente non ci vedo nulla di male.

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