Come Tutti

Pazza.

Me l’hanno sempre detto.

Perché non fai come tutti gli altri?

Non ci riesco. Non sono capace. Non ho mai provato.

La spiegazione è semplice. Non mi disturba quello che è diverso. Mi affascina. Ho sempre pensato che anche per gli altri fosse la stessa cosa.

Ecco forse la presunzione è sempre stata questa: pesare di avere ragione. Nonostante le critiche di genitori, amici, conoscenti. Ho sempre continuato per la mia strada.

La pazza. La bugiarda. L’incoerente. Quella che fa la strana per forza. La borderline. L’anoressica. La compulsiva. La fissata. La confusa. La codarda. L’incosciente. wpid-images.jpeg

Probabilmente se fossi vissuta negli anni cinquanta mi avrebbero rinchiuso da qualche parte, probabilmente ne sarei uscita pazza veramente.

Ho avuto perfino vergogna di essere così. Mi ricordo ancora lo sguardo delle donne di famiglia che sembravano chiedersi se avrei mai messo la testa a posto. Se le mie idee strampalate avessero prima o poi fine.

Con la paura di prendere la mia strada ho sbagliato percorso. Ho fatto le scelte sbagliate ed invidio che ha ancora l’età per scegliere il proprio sogno, che sia lavorare in un ufficio, insegnare, girare il mondo con un circo.

Fortunatamente la mia anima si è dimostrata sempre più forte di tutto e tutti. Nonostante la calma apparente dentro di me brucia lo stesso fuoco da sempre.

Ed ora che non mi fa più paura il futuro posso dire che alla fine quello che si disprezza è quello che non si può controllare.

E se così disprezzatemi tutti.

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