L’incompiuta

Giorno 1.

In realta’ non e’ successo nulla di bello ma ho scoperto una cosa fantastica e no, non e’ una sinfonia di Shubert, ma sono io, l’Incompiuta.
Ho iniziato milioni di cose, per finirne solo un centinaio. E’ sempre stato tipico di me e tipico degli altri farmelo notare. Da bambina mi faceva arrabbiare, da ragazzina mi ha fatto sentire una fallita, ora mi diverte.
Mi diverte vedere quanto tutti si sentono in dovere di sfoderare specializzazioni, conoscenze e titoli, affannandosi nel cercare qualcosa che li renda migliori degli altri. L’importante e’ arrivare alla fine, non il percorso. Per me non e’ cosi’.

Ho dato la colpa alla pigrizia, alla paura ed alle scelte sbagliate ed impulsive.
In realta’ non e’ cosi’, io sono incompiuta per scelta, perche’ non ho mai saputo appartenere a qualcosa. E’ un po’ la differenza che c’e’ tra chi cammina sentendo il frusciare delle foglie sotto I piedi, in balia degli elementi, sentendo il proprio peso sulle caviglie ed il peso della propria valigia sulle spalle  e chi corre per tagliare il traguardo per primo.
E non sto dicendo che la ragione stia dalla mia parte, probabilmente ho soltanto traguardi diversi.
Come la gioia di stare qui a dare vita a pensieri incomprensibili, senza sapere se domani, a tutti I costi, saro’ qui a fare la stessa cosa.
Quindi si’, oggi va bene cosi’.

Aiutami ad Aiutarti

Questo e’ un appello.

La mia non e’ cattiveria, ne’ poca considerazione dei tentativi altrui.

Ci sono momenti della vita (o meglio magari solo di certe vite) in cui si perdono totalmente le coordinate. Puo’ essere un cambio improvviso di rotta o la stessa impossibilita’ di cambiarla.

E ci si trova li’. Io le vedo un po’ come un cane nero, brutto, cattivo. Che conosco fino da quando sono piccola e che probabilmente mi accompagnera’ per sempre. A volte sparisce per un po’, a volte passa e mi da solo un’annusata, a volte arriva ringhiando e portando con se i dubbi piu’ spaventosi.

lunaEd il respiro ti si taglia a meta’ e non riesci piu’ a dargli un ritmo.

Ci sono momenti in cui anche lo sforzo piu’ piccolo sembra un’impresa fuori dalla propria portata.

In quei momenti li’, se incontrate persone cosi’ non chiedete mai cosa potete fare per aiutarle, perche’ se avessero una risposta non si troverebbero in compagnia di quel brutto cane nero ed avrebbero gia’ trovato la soluzione.

Perche’ nella maggior parte dei casi chi conosce questo cane ha avuto cosi’ tanto coraggio da riuscire a farci amicizia ed ha una forza dentro che chi non ha mai esplorato le profondita’ di se stesso non puo’ avere.

Ecco in quei casi li’ esistono le braccia, esistono le mani, esiste asciugarsi le lacrime, esiste il caldo di un corpo vicino.

Usate questo. E non chiedete nulla.

Perche’ il non saper darvi una risposta rende questo cane randagio ancora piu’ cattivo e crudele.

 

 

 

 

Ingombrante

Dire tutto. Sempre.
La Verità anche quando sarebbe meglio tacere.
Stasera non riesco a non pensare se invece tutta questa voglia di tirare fuori quello che ho dentro non sia solo pura incoscienza.
Quando non lo faccio mi sembra di sprecare del tempo: se non faccio capire quello che sono e che provo magari qualcuno potrebbe anche non accorgersene.
E se invece il segreto stesse tutto lì. Proprio nel nascondere il mio vero Io nel bene e nel male. Potrebbe essere il modo per non essere troppo ingombrante.
Ecco. Stasera mi sento ingombrante.

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Che brutta parola. Non è quello che voglio. Io voglio portare sorrisi e leggerezza. Risate. Essere qualcuno che da forza e che fa sembrare il mondo un po’ più colorato.

Invece mi sa che a volte ingombro e soffoco con le mie ondate di parole.

Ma in fondo il problema nasce proprio quando smetto di parlare e rischio di lasciare vuoti enormi.

E poi. Se riuscissi a non parlare di me,
non sarei neanche qui a scrivere tutto questo.

Be Still

Be still and go on to bed,
Nobody knows what lies ahead,
And life is short to say the least,
We’re in the belly of the beast,

Be still,
Wild and young,
Long may your innocence reign,
Like shells on the shore,
And may your limits be unknown,
May your efforts be your own,
If you ever feel you can’t take it anymore,

Don’t break character,
You’ve got a lot of heart,
Is this real or just a dream?
Rise up like the sun,
Labor ‘till the work is done,

Be still,
One day you’ll leave,
Fearlessness on your sleeves,
When you come back,
Tell me what did you see?
(What did you see?)
Was there something out there for me?

Be still,
Close your eyes,
Soon enough you’ll be on your own,
Steady and straight,
And if they drag you through the mud,
It doesn’t change whats in your blood,
(Over chains)
Over chains,
When they knock you down,

Don’t break character,
You’ve got a lot of heart,
Is this real or just a dream,
Be still,
Be still,
Be still,
Be still,

Over rock and chain,
Over sunset plain,
Over trap and snare,
When you’re in too deep,
In your wildness dream,
In your made up schemes,
When they knock you down,
When they knock you down,

Don’t break character,
You’ve got so much heart,
Is this real or just a dream.
Oh rise up like the sun and labor till the work is done,
Rise up like the sun and labor till the work is,
Rise up like the sun and labor till the work is done

La Storia

Questa e’ una storia di noia e rimpianto.

Di paura e di pentimento.

Di coraggio e di consapevolezza.

Di voli pindarici e di istinto di sopravvivenza.

 

lastoria

Questa e’ la storia di una persona che ha visto il come e lo ha condiviso.

Ma e’ anche la storia di chi non trova il quando ed il dove.

 

Questa e’ una storia che e’ appena iniziata

E che qualunque esso sia avra’ un bel finale.

 

Un finale che lascera’ bocche aperte e fiati sospesi.

Un finale che rimarranno a guardare solo gli altri.

Perche’ i protagonisti avranno gia’ iniziato una storia nuova.

La Donna Samurai

Giuliano Fujiwara

Mi sono innamorata delle sue linee e della sua semplicita’.

Del fatto che abbia debuttato a Milano nel 1986, delle sue origini giapponesi e del fatto che abbia influenzato a livello mondiale l’industria della moda col suo Minimalismo. giuliano-fujiwara-donna-fall-winter-2012-2013

Minimalismo che non e’ solo pulizia dagli eccessi, ma che e’ soprattutto fare le cose fatte per bene, coniugando tradizione e nuova tecnologia.

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Ora che ho scritto le mie righe con serieta’ e padronanza della materia posso dire che la mia esaltazione deriva dall’aver trovato in saldo un paio di scarpe meravigliose della collezione di quest’anno che credo non mi levero’ mai piu’ dai piedi.

 

Mi piace il suo taglio maschile, il fatto che la sua collezione donna non sia, come ci si aspetterebbe, un richiamo al mondo delle geishe ma molto di piu’ a quello dei samurai.

 

Ma soprattutto mi affascina la sua semplicita’, in un mondo di fronzoli, eccessi fini a se stessi e luci sgargianti vedere il suo stile mi riappacifica l’anima stordita da colori fluo, leoparti, ghepardi e camouflage.

 

 

First Moment of Truth

Ed io che pensavo fosse una mia dote peculiare!

Vedere un paio di scarpe in un negozio e dire “queste faranno strage”, per poi non metterle più quando ormai se ne sono accorte tutte.

È sempre stato così e – tra me e me – me la sono sempre tirata per questo.

Caspita che shock sapere che Procter & Gamble hanno addirittura un dipartimento che si occupa di questo! Quei famosi 3/7 secondi in cui si decide guardando lo scaffale se un prodotto farà successo quindi, non sono solo miei.

Ma almeno non di tutti, pare essere una peculiarità esclusivamente femminile: uno studio di neuro scienziati infatti, in collaborazione con una casa produttrice di calzature austriaca, ha dimostrato che il cervello femminile riesce, esprimendo sensazioni positive, a determinare con  il 77% di successo quali scarpe saranno protagoniste degli acquisti.

Tendenze-scarpe-ai-2014 (2)E quindi cosa facciamo? Mettiamo su a Stoccarda uno studio che riuscirà, proprio copiando le dinamiche decisionali femminili, a mettere a punto un algoritmo, che sarà messo in vendita la prossima estate e che aiuterà a decidere con successo che prodotti mettere sul mercato .

Il risultato sarà maggiore quantità di prodotti fashion evocativi, probabilmente prezzi più accessibili perché le scelte dei produttori saranno meno soggette ad errori e di conseguenza minore probabilità di sfuggire all’ossessione dell’acquisto.

Una cosa è certa: il fatto che il marketing si stia basando sul concetto che algoritmo, decisionalità e cervello femminile possano coesistere anche solo nella stessa frase è per me quantomeno rivoluzionario. E forse un po’ inquietante.

Basta!

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  1. Basta carboidrati
  2. Esercizio fisico quotidiano
  3. Basta pranzi alla scrivania, salti di pasto e cento caffè

 

Questa sono io ora. Pietà.

Ci vediamo tra in mese. Stesso posto. Stessa mise.

 

Ora se non altro non posso fare pubblicamente una figura di merda.