Solo

La legge non ammette ignoranza.

Il lavoro non ammette ignoranza.

L’amore non ammette ignoranza.wpid-wp-1407251660210.jpeg

L’amicizia non ammette ignoranza.

Non lo sapevi ? Non e’ possibile .

Non credevi ? Dovevi capirlo .

Non ti e’ stato detto ? CI dovevi arrivare da solo.

Solo sempre solo.

Solo da quando nasci a quando muori.

Solo a combattere le tue guerre, a coltivare i tuoi sogni e a nutrire le tue speranze.

Potrebbe andare diversamente ?

No non puo’.

Chiedimi perche’ io non mi fido di nessuno ora.

Ai Miei Piedi

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Ma chi mai ha pensato di scrivere qualcosa per i propri piedi? Sembra quasi una follia, sembra come sentirsi estranei al proprio corpo, una schizofrenia corpo-mente.

Io lo faccio, con piacere. Perché poi alla fine sono sempre loro a sorreggermi. In inglese si dice che per capire qualcuno si dovrebbe provare a camminare con le sue scarpe. Niente di più vero. E le scarpe prendono la forma del piede.

Ci sono piedi piatti, ben saldi per terra. E piedi che a terra toccano proprio poco, come i miei, che sembra sempre siano li’ pronti per spiccare il volo. Tesi. Ma voi, miei piedi, siete sempre stati piedi da ballerina. Non da tango, non da discoteca, non da ginnasta. Piedi di quel genere di ballerina che non ha bisogno di tacchi ma di terra calda.

Una ballerina il cui sogno è ballare a piedi nudi sull’erba sotto la luna, sulle foglie secche, sulla sabbia.

 

Piedi miei domani sarete messi si nuovo dentro una paio di trappole luccicanti. Come il mio stomaco, come il mio cervello, come il mio cuore.

Ma io vi giuro che verrà il momento in cui ci metteremo a correre su un prato solo per il gusto di farlo e  perché abbiamo il tempo di farlo.

Ci sono piedi che hanno bisogno di volare su dodici centimetri. Ed altri che vogliono solo tornare a fare quello che hanno fatto in altre vite e per mille anni.

Camminare.

Come Tutti

Pazza.

Me l’hanno sempre detto.

Perché non fai come tutti gli altri?

Non ci riesco. Non sono capace. Non ho mai provato.

La spiegazione è semplice. Non mi disturba quello che è diverso. Mi affascina. Ho sempre pensato che anche per gli altri fosse la stessa cosa.

Ecco forse la presunzione è sempre stata questa: pesare di avere ragione. Nonostante le critiche di genitori, amici, conoscenti. Ho sempre continuato per la mia strada.

La pazza. La bugiarda. L’incoerente. Quella che fa la strana per forza. La borderline. L’anoressica. La compulsiva. La fissata. La confusa. La codarda. L’incosciente. wpid-images.jpeg

Probabilmente se fossi vissuta negli anni cinquanta mi avrebbero rinchiuso da qualche parte, probabilmente ne sarei uscita pazza veramente.

Ho avuto perfino vergogna di essere così. Mi ricordo ancora lo sguardo delle donne di famiglia che sembravano chiedersi se avrei mai messo la testa a posto. Se le mie idee strampalate avessero prima o poi fine.

Con la paura di prendere la mia strada ho sbagliato percorso. Ho fatto le scelte sbagliate ed invidio che ha ancora l’età per scegliere il proprio sogno, che sia lavorare in un ufficio, insegnare, girare il mondo con un circo.

Fortunatamente la mia anima si è dimostrata sempre più forte di tutto e tutti. Nonostante la calma apparente dentro di me brucia lo stesso fuoco da sempre.

Ed ora che non mi fa più paura il futuro posso dire che alla fine quello che si disprezza è quello che non si può controllare.

E se così disprezzatemi tutti.