Lars Berge ti amo

«Dopo l’ora di cena, nel tardo pomeriggio, l’intera Infra City si svuotava completamente. Jens Jansen avrebbe potuto vivere nei locali della Helm Tech indisturbato.

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Avrebbe potuto avere un tetto sopra la testa e accesso al cibo; i pierogi Gorby precotti del distributore automatico che si trovava nella lounge, se era fortunato i tramezzini rimasti dopo qualche brunch di lavoro tenuto in qualche sala riunioni e qualche frutto lasciato nei cestini che venivano consegnati settimanalmente. Come avrebbe trascorso la marea di tempo a sua disposizione non lo sapeva. Non ancora. La notte avrebbe vagato a piedi nudi sulla morbida moquette dell’open space godendosi la libertà.»

Da Ninja in Ufficio di Lars Berge

Basta!

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  1. Basta carboidrati
  2. Esercizio fisico quotidiano
  3. Basta pranzi alla scrivania, salti di pasto e cento caffè

 

Questa sono io ora. Pietà.

Ci vediamo tra in mese. Stesso posto. Stessa mise.

 

Ora se non altro non posso fare pubblicamente una figura di merda.

Reset

Ho imparato con gli anni che mi posso definire una “donna altalena”. Viaggio tra alti e bassi come una linea sinusoidale. Ho un’escursione energetica ai limiti del sopportabile. Non sono lunatica. Semplicemente vivo le cose con un ‘intensità tale che nel bene o nel male ogni tanto devo prenderne distacco. Non è una cosa che mi fa fastidio di me, anzi. Esplorare me stessa mi ha salvato, mi ha aiutato ad ammettere i miei limiti, ad amarmi per quello che sono. E non significa abbellire l’immagine che si ha di se per renderla accettabile, ma amarsi per quello che si è. Fino in fondo. Anche se mi serve infilarmi un paio cuffie e sentire la musica più straziante del mondo quando sto male, perché sono convinta che il dolore debba essere affrontato prima fino ai suoi abissi più terrificanti per essere superato. Senza sconti.

Poi si risorge. Ed io ho il mio modo per fare tabula rasa. Per ricostruire mille e mille volte di nuovo sul mio Ground Zero.

wpid-2014-06-01-17.34.28.png.pngRiscoprire la natura. Il silenzio. Camminare solo per capire dove ogni anno fioriscono i narcisi. Guardare con ammirazione e rispetto anche il più piccolo ed insignificante degli insetti. Anche se non punge e se non ha colori sgargianti. Sentore l’odore della terra, della legna, dell’erba. E non scappare perché arriva la pioggia. Farsi bagnare e scoprire come cambiano odori e colori. Accogliere l’acqua e le nuvole. Sentire il silenzio spaccato dai tuoni. Lasciare delle orme di scarponi sulla terra bagnata.

Insegnare la bellezza di rotolare giù da un pendio sull’erba. La spettacolare pienezza del silenzio. L’odore del vento che quasi commuove.

Riscoprire il proprio posto nel mondo, che non è su un trono, non è seduta ad una scrivania, non è in una chiesa, in un bar o davanti ad un pc.

È nell’universo ed ha lo stesso valore, nel bene e nel male, del più piccolo ed insignificante degli insetti, come del più bello e vanitoso dei fiori.